Presiedere la Fondation Chanoux non la considero una sinecura.
Sento, invece, un peso di responsabilità nel solco naturalmente del lavoro fatto dal 1994, quando la Fondation nacque.
Esprimo la speranza senza presunzione di portare qualcosa delle mie esperienze e anche - nella condivisione con chi lavora con me - del desiderio di trovare nuove piste di lavoro.
Émile Chanoux troneggia nel pantheon delle personalità valdostane della Storia contemporanea. I suoi scritti esprimono idee e pensieri ancora a oltre ottant’anni dalla sua morte. Viene sempre in mente la frase di Bertolt Brecht tratta dall’opera teatrale Vita di Galileo (Leben des Galilei, scritta nel 1938-39 e rivista più volte).
La versione originale tedesca (e quella più fedele nelle traduzioni italiane) così suona: ”Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”.
La battuta si trova verso la fine dell’opera. Galileo, ormai vecchio, grasso e quasi cieco, vive in una sorta di confino dopo aver abiurato le sue teorie eliocentriche davanti al Sant’Uffizio. Il suo ex allievo Andrea Sarti viene a trovarlo. Andrea è deluso e arrabbiato per il tradimento del maestro, che ha rinnegato la verità scientifica per salvarsi. Nel dialogo, Andrea esclama la già citata frase: ”Sventurata la terra che non produce eroi!” (lamentandosi che non ci siano più figure coraggiose disposte a sacrificarsi per la verità).
Galileo gli risponde: ”No, Andrea. Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”.
Brecht - avendo ben presente la tragedia del Nazismo - rovescia il punto di vista: non è tragico un popolo che non genera eroi, ma è tragico un popolo (o una terra) che ha bisogno di eroi. Questo implica che una società sana, giusta, razionale non dovrebbe dipendere da figure eccezionali, da salvatori o da martiri per progredire o difendere la verità e la vituperata democrazia. Se serve un eroe, significa che il sistema è fallito, che le istituzioni e la ragione collettiva non funzionano.
Come non pensare al ruolo della Jeune Vallée d’Aoste e alle forze pluraliste della Resistenza valdostana se contrapposte al Fascismo come fallimento del Regno d’Italia con la complicità popolare, che inquinò purtroppo anche la Valle d’Aosta con chi aderì al Regime o chi si intruppò con conformismo nelle logiche del Regime.
Emile Chanoux è un esempio di eroe contemporaneo diverso ed è bene evocarlo rispetto all’eroe dell’Antica Grecia.
Questo eroe del passato aveva origini divine o aristocratiche (si pensi ad Achille o Eracle). È un essere "eccezionale" per nascita, dotato di forza o abilità sovrumane. La sua grandezza è un dono degli dei o del sangue.
Chanoux è una persona comune che sceglie di compiere azioni straordinarie. Emile Chanoux era un notaio e un intellettuale. La sua forza non risiede nei muscoli o nel favore divino, ma nella fermezza morale e nella coerenza delle sue idee.
È un eroe della "scelta", non del "destino" anche nella scelta di essere maieutica verso i giovani valdostani che si ribellano al Fascismo.
L’eroe greco vuole ottenere la gloria eterna e l'onore personale. Il suo obiettivo è che il suo nome venga cantato dai posteri. Può essere individualista, irascibile e persino crudele se il suo onore viene calpestato.
Chanoux agiva per un bene collettivo, non cercava la celebrità, cercava semmai la libertà per il suo popolo e l'autonomia per la Valle d'Aosta. Il suo sacrificio è orientato all'altro: la sua "gloria" è la libertà degli altri.
L’eroe greco quasi sempre muore in battaglia, in uno scontro epico. La sua morte è il sigillo della sua prodezza fisica.
Chanoux è un ”martire", parola che deriva dal greco mártys e significa testimone. Chanoux è un eroe perché "testimonia" un'idea fino alle estreme conseguenze. La sua morte sotto tortura nelle carceri fasciste non è uno scontro d'armi, ma una vittoria morale: il suo silenzio e la sua resistenza diventano un simbolo politico e civile più potente di qualsiasi spada.
Chanoux rappresenta l'evoluzione dell'eroe in intellettuale d'azione. Non combatte solo con il corpo, ma con il pensiero (si pensi al suo scritto Federalismo e Autonomia).
Mentre l'eroe greco ci affascina per la sua invincibilità, l'eroe come Chanoux ci commuove per la sua vulnerabilità: sappiamo che ha avuto paura, che ha sofferto come un uomo qualunque, ma che ha deciso di non piegarsi. Questa è la vera definizione di eroismo contemporaneo: la vittoria della coscienza sulla forza bruta.
In sintesi, se l'eroe greco ci serve per sognare l'impossibile, l'eroe come Chanoux ci serve per ricordarci ciò che è giusto fare nel quotidiano.