Trovo in un articolo la lunga citazione da una lettera, che prendo a prestito: “C'è qualcosa di più assurdo dell'amore? Se lo godiamo fino all'ultimo, subito ce ne stanchiamo, disgustiamo; se lo teniamo alto per ricordarlo senza rimorsi, un giorno rimpiangeremo la nostra sciocchezza e viltà di non avere osato. L'amore non chiede che di diventare abitudine, vita in comune, una carne sola di due, e, appena è tale, è morto. A pensarci, si viene matti! È inutile, l'amore è vita e la vita non vuole ragionamenti".
È Cesare Pavese e si tratta di uno stralcio di una lettera, dell’agosto o del settembre 1932, indirizzata a E.(comunemente identificata con Elena B., una giovane di Bra), che aveva frequentato durante la stessa estate.
In quel periodo Pavese - a 24 anni - era ossessionato dall'idea che l'amore, una volta diventato "abitudine", fosse destinato a morire. Scriveva a E. proprio per chiederle di non lasciare che il loro sentimento finisse così: "Fa, E., che tutto non finisca qui: dammi una probabilità di amarti meglio [...] C’è qualcosa di più assurdo dell’amore?".
Siamo molto distanti da allora e mi vien da sorridere, pensando a come siano cambiati nel tempo i rapporti di coppia. Ci sono novità negli approcci, che si accompagnano sempre ad alcuni fondamentali insiti nella nostra umanità.
Ascoltavo su France Culture una lunga trasmissione dedicata proprio al lessico giovanile, che finisce per essere una specie di cartina di tornasole.
Provo a vedere come vanno le cose in italiano.
Quando ero ragazzo e mi arrabattavo con i primi legami, c’erano persone anziane - cioè come me oggi - che me la menavano con il classicissimo: “Hai la fidanzatina?”. Parola che la mia generazione aborriva, così come quando qualcuno, dandosi un tono giovanile, diceva: “Hai un filarino?”.
Nella stampa rosa, all’epoca ma ancora riecheggia, emerse la parola “flirt”, primo segno della lenta e inesorabile dell’anglofilia. Termine che pare sia stato usato per la prima volta in Italia nel 1892 e lo testimonia l’Accademia della Crusca! La traduzione proposta, amoreggiamento, fa abbastanza impressione. Così come ”civettare" (mai adoperato!) o ”corteggiare” (ben prima di qualunque preliminare…).
Il brusco “provarci” pare ormai rischioso e irruento, mentre ricordo i tempi del mare ad Imperia, dove esisteva il civile “mettere il buono”, che consisteva in una mediatore/trice che interloquiva con l’oggetto/soggetto del desiderio amoroso e questa presenza di una specie di mezzano evitava in partenza il rischio di prendere delle facciate.
Tuttavia, negli ultimi anni (e ancor di più tra la Gen Z / Alpha) il concetto di flirt leggero, superficiale, non impegnativo si è evoluto e si esprime sempre più spesso con parole o espressioni diverse, influenzate da TikTok, dating app e slang anglofono adattato. Ecco le sostituzioni / evoluzioni più frequenti oggi, anche se il quindicenne che ho a casa si è mostrato interessato a questo mio approfondimento, ma con atteggiamento - come dice lui - “chill” e dunque mi sono dovuto sforzare per capire.
Risulterebbe che “storia” (o una storia!o storiella") tenga banco, indicando qualcosa di breve, ambiguo, senza etichetta seria. C'è “situationship”, una fase intermedia tra flirt e relazione vera: ci si vede, si magari si fa sesso (parola piuttosto hot, che ai miei tempi era meglio evitare con i genitori), ma resta una cosa non impegnativa.
Triovo altre espressioni come “ghostare” (sparire dopo aver flirtato), ”crush” (usata anche in Francia): la persona su cui si ha il flirt/infatuation, "talking stage” e cioè il periodo pre-relazione/flirt intensivo via chat. Oso, infine, ”sentire le vibes" per descrivere il flirt/attrazione leggera. Ho iniziato non a caso con una lettera d’amore: ne avevo scritte e ricevute anche io. Oggi sono morte e sepolte, così come certe telefonate del passato sono decadute e penso a certi colloqui nelle cabine telefoniche con il cuore in tumulto. La messaggistica e i messaggini audio la fanno da padrone in epoca digitale e gli emoji sostituiscono gli aggettivi.
Inutile rimpiangere il passato, che semmai scalda il cuore con i ricordi più belli. Ora tocca a nuove modalità, mode diverse, comportamenti al passo con le novità.
E l’Amore? Muove comunque sempre il mondo. Per fortuna.